5 febbraio 2025: azioni collettive contro lo spreco alimentare, tra dati e soluzioni

Il 5 febbraio 2025, la Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare ha rilanciato l’urgenza di agire concretamente per raggiungere l’ambizioso obiettivo di dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030, come previsto dall’Obiettivo 12.3 dell’Agenda ONU. In Italia, questo fenomeno rappresenta un costo di 14,1 miliardi di euro, con 4,5 milioni di tonnellate di cibo gettato ogni anno. Un dato allarmante, se si considera che oltre il 50% proviene dalle famiglie. Tra gli alimenti più sprecati troviamo la frutta fresca (27%), il pane (19%) e le verdure (16%).


Perché sprechiamo? Una questione geografica e sociale

L’Osservatorio Waste Watcher evidenzia come lo spreco domestico non sia omogeneo sul territorio: è più alto al Sud e Centro Italia (+15% rispetto al Nord), con picchi del 26% nelle fasce socioeconomiche fragili. Questo squilibrio è accentuato, nei piccoli centri, dalla mancanza di accesso a mercati con prodotti sfusi e dalla carenza di educazione alimentare.

Comprendere lo spreco alimentare per agire in modo mirato

Le cause di questo fenomeno sono molteplici e complesse. Spesso acquistiamo più del necessario, spinti da promozioni e offerte multiple, oppure gettiamo prodotti prossimi alla data di scadenza senza considerare che, in molti casi, sono ancora consumabili. A livello domestico, la mancanza di pianificazione nella cucina quotidiana porta a buttare via ciò che non si utilizza immediatamente. Oltre agli aspetti economici e ambientali, è fondamentale riflettere sull’impatto etico: sprecare cibo in un mondo dove milioni di persone soffrono la fame è inaccettabile.

Strumenti e politiche per invertire la rotta: un impegno corale

Per contrastare il fenomeno dello spreco alimentare sono necessari strumenti concreti e un impegno condiviso da istituzioni, aziende e cittadini. L’applicazione Sprecometro, adottata dall’ASVIS, aiuta le famiglie a monitorare e ridurre lo spreco, correggendo le abitudini d’acquisto e promuovendo un consumo consapevole. Dal 2024, ha contribuito a ridurre del 12% lo spreco tra gli utenti registrati. Accanto a questo strumento digitale, assume un ruolo cruciale l’educazione alimentare, soprattutto tra le nuove generazioni. Noi di Ancora di Speranza sosteniamo con convinzione programmi nelle scuole primarie, proponendo laboratori pratici su come conservare correttamente gli alimenti e riutilizzare in modo creativo gli avanzi.

Anche le politiche governative possono fare la differenza. Il DDL Concorrenza 2024, ad esempio, incentiva le aziende a donare le eccedenze alimentari a enti no-profit, offrendo sgravi fiscali del 20%. Allo stesso tempo, è fondamentale incoraggiare la diffusione di buone pratiche come la doggy bag nei ristoranti, ancora poco diffusa in Italia (solo il 34% dei locali la offre), e potenziare le reti solidali per le donazioni a enti caritatevoli.

Dalle parole ai fatti: il ruolo di ciascuno nella vita quotidiana

Ognuno di noi può contribuire a ridurre lo spreco alimentare con semplici gesti quotidiani:

  • Pianificare i pasti settimanali, stilando una lista della spesa precisa e attenendosi ad essa.
  • Privilegiare prodotti locali e stagionali, più freschi e con una durata maggiore.
  • Utilizzare app per la gestione delle scadenze, come Too Good To Go, che aiutano a recuperare cibo prossimo alla scadenza.
  • Imparare a conservare correttamente gli alimenti per allungarne la vita utile.
  • Sperimentare nuove ricette utilizzando gli avanzi, trasformandoli in piatti gustosi e creativi.

Noi di Ancora di Speranza crediamo fortemente nel valore delle reti solidali e promuoviamo iniziative che coinvolgono associazioni, aziende e singoli cittadini per garantire che il cibo in eccesso venga redistribuito in modo efficace a chi ne ha più bisogno.


Conclusioni: costruire un futuro più equo e sostenibile

Ridurre lo spreco alimentare non è solo un dovere ambientale, ma un importante atto di equità sociale in un paese come l’Italia, dove 2,7 milioni di persone vivono in condizioni di povertà alimentare. Ancora di Speranza collabora attivamente con banche alimentari e Comuni per ottimizzare la redistribuzione delle eccedenze, organizza corsi gratuiti su tecniche di conservazione e promuove soluzioni innovative per una gestione più sostenibile delle risorse alimentari.

Siamo convinti che l’impegno collettivo, sostenuto da politiche intelligenti e dall’utilizzo delle nuove tecnologie, possa portare a un sistema alimentare più giusto ed efficiente, in grado di affrontare le sfide del presente e del futuro.


Fonti:

  1. Waste Watcher: fornisce dati sull’osservatorio sullo spreco alimentare in Italia, incluso il costo e la quantità di cibo gettato.
    Link: Osservatorio Waste Watcher
  2. Banco Alimentare: offre una panoramica sulle ricerche riguardanti il rapporto ISTAT e il tema dello spreco alimentare, con dati aggiornati sulla povertà alimentare in Italia.
    Link: Il Rapporto ISTAT e il Banco Alimentare
  3. Il Sole 24 Ore: pubblica articoli e analisi sulle cifre riguardanti lo spreco alimentare in Italia e indica gli alimenti più gettati.
    Link: Spreco alimentare, in Italia cresce a 14 miliardi
  4. Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica: offre dati e informazioni ufficiali sulle politiche contro lo spreco alimentare e gli obiettivi sostenibili.
    Link: Spreco Alimentare

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